Mediaset azienda libera?

martedì, 1 maggio 2007 alle 04:13:11 | Pubblicato su Biscione, Destra, Informazione, Media, Quarto Potere | Lascia un commento

«Con chiarezza: l’azienda non mi ha chiesto se volevo lasciare il Tg5. L’azienda mi ha detto: lascia il Tg5 , il tempo è finito. Non voglio che si cerchi di far passare questa vicenda come una separazione consensuale. Non è giusto» … «C’è un’unica “pista” da seguire per la mia rimozione, quella politica. E’ passato più di un anno da quando Fedele Confalonieri, il presidente che per un decennio aveva vegliato sulla mia autonomia, mi ha chiesto per la prima volta di lasciare il Tg5 . Mi hanno offerto molte cose purché io lasciassi il Tg5 . E’ stato Piersilvio che mi ha difeso, che in questo anno è riuscito a prolungare la mia direzione».

Piersilvio Berlusconi?
«Già».

Ma allora di quale pista politica stiamo parlando?
«Piersilvio Berlusconi ha a cuore i risultati dei programmi: tra un telegiornale “più ortodosso” e uno che faceva più ascolti ha sempre preferito gli ascolti. E’ riuscito a difendermi finché ha potuto. Finché c’è stato bisogno di un telegiornale fiore all’occhiello, che con la sua credibilità ed indipendenza garantisse l’immagine di autonomia di Mediaset dalla figura politica di Berlusconi. Poi è cambiato qualcosa».

Che cosa è cambiato?
«E’ stata approvata la legge Gasparri».

E dunque?
«Non c’è stato più bisogno di un telegiornale per tutelare i confini di Mediaset».

(14 novembre 2004)

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/11_Novembre/14/mentana.shtml

Insomma, libertà funzionale al dittatore mafioso piduista di Arcore.

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